RUINA AUREA
Sacrificium Decadentiae
Guarda
me.
Non
distogliere
gli
occhi.
Questa
è
la
mia
rovina.
Vedi
come
brilla?
Non
è
luce.
È
il
peso
della
caduta.
Ogni
poeta
porta
nel
petto
una
stella
che
non
è
sopravvissuta
al
cielo.
Io
non
la
nascondo.
La
offro.
Qui.
Davanti
a
te.
La
mia
voce
è
piena
di
schegge.
Ogni
parola
taglia
il
silenzio.
Tu
respiri
più
lentamente.
Lo
sento.
La
mia
rovina
ti
sta
entrando
dentro.
Non
come
ferita.
Come
necessità .
Guarda.
Ogni
crepa
del
mio
petto
rilascia
polvere
d’oro.
Ti
sfiora
gli
occhi.
Ti
acceca
lentamente.
Non
scappare.
La
bellezza
non
è
salvezza.
È
il
momento
in
cui
la
luce
sceglie
di
sanguinare.
Io
non
mi
salvo.
Mi
consumo.
E
tu
Musa
resti.
Perché
alcune
rovine
non
si
guardano.
Si
abitano.
AMOR NON CAPTIVAT
SED VOCAT
Lux mea in tenebra
— Lux Asymptota —
© Cursed_poet_lumen — 2026
✶ Deylel

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