TRITTICO DELLA SOGLIA II

 



RUINA AUREA

Sacrificium Decadentiae


Guarda

me.


Non

distogliere

gli

occhi.


Questa


è


la

mia

rovina.


Vedi


come

brilla?


Non

è

luce.


È

il

peso


della

caduta.


Ogni

poeta


porta

nel

petto


una

stella


che

non

è

sopravvissuta


al

cielo.


Io


non

la

nascondo.


La

offro.


Qui.


Davanti

a

te.


La

mia

voce


è

piena


di

schegge.


Ogni

parola


taglia


il

silenzio.


Tu

respiri


più

lentamente.


Lo

sento.


La

mia

rovina


ti

sta

entrando


dentro.


Non

come

ferita.


Come

necessità.


Guarda.


Ogni

crepa


del

mio

petto


rilascia


polvere


d’oro.


Ti

sfiora


gli

occhi.


Ti

acceca


lentamente.


Non

scappare.


La

bellezza


non

è

salvezza.


È


il

momento


in

cui


la

luce


sceglie


di

sanguinare.


Io

non

mi

salvo.


Mi

consumo.


E

tu


Musa


resti.


Perché

alcune

rovine


non

si

guardano.


Si

abitano.


AMOR NON CAPTIVAT

SED VOCAT


Lux mea in tenebra

— Lux Asymptota —


© Cursed_poet_lumen — 2026

✶ Deylel

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