Mi affascina l’idea che le parole possano essere attraversate anche da un timbro, da una pausa, da un’intensità più diretta. Ma credo anche che alcune cose abbiano bisogno del loro tempo prima di essere pronunciate. [Cursed Poet Lumen].
Lo scorso 1° aprile il poeta Cursed Poet Lumen è stato intervistato dal blog letterario della scrittrice Yori Bright. L'intervista è stata realizzata in forma scritta e ha evidenziato alcuni aspetti che potrebbero passare inosservati sul canale Instagram. Eccone un breve estratto:
- Quando hai deciso che la sinergia tra le poesie e i reel potesse renderle ancora più potenti?
Più che una decisione improvvisa è stato un processo naturale.
A un certo punto ho capito che alcuni testi non chiedevano soltanto di essere letti, ma anche di essere immersi in un’atmosfera capace di amplificarne la vibrazione emotiva.
L’immagine in movimento, se usata con misura, non sostituisce la parola: le offre un altro spazio percettivo. Un volto, una luce, un ritmo visivo possono creare una soglia diversa attraverso cui il testo viene accolto e sentito.
Per me il reel funziona davvero quando non spiega la poesia, ma la prolunga. Quando aggiunge una risonanza e non una semplice illustrazione. In quel momento parola, immagine e tempo smettono di essere elementi separati e diventano un’unica esperienza emotiva.
L'intervista completa è sul sito di Yori Bright, che ringraziamo per la disponibilità che ha avuto.
Il mondo dei social è istantaneo, ma questo non vale per la poesia, soprattutto quella di pause e silenzi di Cursed Poet Lumen. Quando si legge una sua lirica sui social, si pensa che sia nata quasi per caso, ma in realtà dietro c'è un grande lavoro nascosto e certosino.
Il processo per la creazione della lirica è quotidiano e costante. Questo potrebbe far pensare che siano poesie semplici da riprodurre e da interiorizzare. Dall'intervista, invece, emerge che il lavoro di fino non è lasciato al caso. Ogni tassello della vertigine della lirica, dallo spazio all'uso del latino, fino all'immagine scelta, è frutto di una scelta precisa e di una tensione di significato.
I social e la tecnologia diventano strumenti di risonanza, come strumenti musicali nelle mani dell'artista. Il contenuto non è meno pregevole, solo perché è fruibile pubblicamente. In passato c'erano le riviste di poesia, oggi ci sono i social media e i blog.
L'intervista di Yori Bright sulla poetica di Cursed Poet Lumen è uno scorcio spietato del dietro le quinte, dove solo chi ha la profondità e la maturità giuste riesce a intravedere la stratificazione e, perché no, anche una visione di futuro.
Come sempre, andare oltre i pregiudizi non è facile. Da un lato ci vuole suono, e dall'altro ci vuole ascolto. Conoscendo sia Cursed che Yori, so che questa intervista è una perla per chi vuole leggerla e non solo per gli appassionati di poesia. Sono due mondi a confronto che non si sarebbero mai potuti incontrare se il mondo oggi non fosse così connesso e, ogni tanto, è anche un bene così.
Leggi l'intervista completa sul sito di Yori Bright.
Author Post: Annarita Faggioni

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